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Alimentazione e cancro
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Il cancro è una malattia genetica ad eziologia multifattoriale risultante dall’interazione tra fattori genetici e fattori ambientali.

Per fattori genetici occorre intendere alterazioni genetiche, ereditarie e, in particolar modo, acquisite a carico di protoncogeni, geni oncosoppressori e geni modulatori delle metastasi. Per fattori ambientali invece si intende:

  1. alimentazione errata ossia eccessivo consumo di zuccheri semplici (dolci, gelati ecc), zuccheri complessi ad alto indice glicemico, proteine animali (carne, uova, latte e derivati del latte ecc), grassi animali e vegetali saturi ed insaturi di tipo omega-6;
  2. agenti inquinanti di tipo chimico, fisico e biologico (batteri, virus, funghi e micotossine ecc);
  3. disagio psico-sociale ossia conflitti di tipo affettivo-sessuale, svalutazione di se stessi, rimuginazioni, emozioni represse, fobie, ansie ecc.

Nel 2000, secondo quanto riportato dal World Cancer Report 2003 (WRC), sono stati registrati oltre 10 milioni di nuovi casi di tumore e 6,2 milioni di morti, circa 16.986 al giorno. In Italia, ogni anno, si registrano 240.000 nuovi casi e 140.000 decessi. Tale rapporto ci dice che il tasso di incidenza è in preoccupante aumento.

Numerosi sono gli studi che indicano che una gran parte dei tumori si sviluppa in seguito all’esposizione a fattori di rischio ambientali, in particolare a causa di abitudini dietetiche errate. Secondo l’American Institute for Cancer Research (AICR), oltre il 30% dei tumori è direttamente riconducibile all’alimentazione, intesa sia in termini quantitativi (eccesso calorico, associato ad una scarsa attività fisica) che qualitativi. Ciò significa che una larga percentuale dei tumori potrebbe essere prevenuta semplicemente con una dieta corretta ed una scelta mirata e ragionata degli alimenti.


L’importanza della dieta nella prevenzione primaria è evidenziata dall’osservazione che l’incidenza di determinate neoplasie varia da Paese a Paese, dove diverse sono le abitudini alimentari. Ad esempio, nel mondo occidentale, i tumori ormono-dipendenti (mammella, prostata, endometrio), i tumori del colon-retto e dei polmoni sono molto più diffusi che nei paesi in via di sviluppo o nei quali si segue una alimentazione ancora legata ai prodotti della terra. Tale aumento dell’incidenza sembra essere associato principalmente alla dieta dei paesi industrializzati che è altamente calorica, ricca di proteine di origine animale, grassi, carboidrati raffinati e povera di frutta e verdura. Anche lo sviluppo della chimica industriale ha dato il suo contributo allo sviluppo dei tumori: è grazie al processo di idrogenazione che i grassi vegetali possono essere solidificati (la margarina ne è un esempio), divenendo così di più facile conservazione e commercializzazione.

L’importanza di una corretta alimentazione nella prevenzione delle malattie era stata già intuita da Ippocrate, ma è nei primi anni del 900 che il ruolo della dieta nella prevenzione dei tumori viene teorizzato ed iniziano a delinearsi le prime osservazioni sperimentali di questo legame. Negli anni 30 compaiono alcuni interessanti studi epidemiologici che correlano abitudini alimentari e tumori. L’epidemiologia e lo studio delle popolazioni rimangono tuttora i due campi di ricerca più importanti per comprendere le interazioni tra ambiente-cultura-dieta e neoplasie.

Proprio partendo da osservazioni epidemiologiche, i ricercatori sono stati in grado di individuare una serie di alimenti e sostanze coinvolte nello sviluppo dei tumori o in grado di prevenirli. I cibi che giorno dopo giorno ingeriamo sono il principale fattore ambientale con cui il nostro corpo viene in contatto e sono in grado di modificare sostanzialmente la differenziazione, proliferazione e morte cellulare (apoptosi). La cancerogenesi (trasformazione neoplastica di un clone cellulare) è un processo multifasico nel quale si riconosce una fase di iniziazione (fissazione di mutazioni nel DNA), di promozione (espansione clonale di cellule iniziate e formazione di tumori benigni) e progressione (conversione dei tumori benigni in maligni con tendenza a dare metastasi). Gli alimenti sono in grado di modificare ciascuna di queste fasi sia in positivo (ad esempio proteggendo l’organismo dall’azione di cancerogeni, dal danno prodotto da radicali liberi, ecc), che in senso negativo (producendo essi stessi radicali liberi che danneggiano il DNA o promuovendo la trasformazione neoplastica).

Concludendo le regole per la buona salute e per la prevenzione delle neoplasie possono essere così riassunte:

  1. personalizzare l’alimentazione in base al proprio metabolismo;
  2. mantenere un corretto peso corporeo riducendo l’apporto calorico (di grassi animali e vegetali, di carne, di derivati del latte e cibi raffinati) e svolgere attività fisica commisurata alle proprie capacità fisiche
  3. Non eccedere nel consumo di alcolici e sale da cucina: Preferire le piccole quantità di vino rosso (contenente il potente antiossidante resveratrolo) agli altri alcolici (birra) e superalcolici ;
  4. Preferire, se non vi sono controindicazioni, il tè (es. il tè kukicha, il tè bancha, il tè verde, il tè nero ecc.) alle comuni bevande (aranciata in bottiglia, coca-cola, integratori ecc). Numerosi studi ormai hanno dimostrato che l’assunzione dei polifenoli del tè (catechine, teaflavine, tearubigine ecc.) può essere benefica nella chemioprevenzione di vari tumori (es. mammella, prostata ecc.) e rappresenta anche un possibile rimedio per aggirare la resistenza ormonale nei tumori mammari ormono-indipendenti;
  5. Seguire una dieta ricca di verdura fresca, moderata per quanto riguarda la frutta e povera di grassi, zuccheri semplici e proteine animali;
  6. Iniziare i pasti principali con la verdura prevalentemente cruda. Le fibre alimentari, i nutrienti e gli anutrienti presenti nei vegetali prevengono l’insorgenza di varie patologie, formando complessi insolubili con sostanze potenzialmente cancerogene (idrocarburi aromatici policiclici, amine eterocicliche ecc) derivanti dai cibi, che vengono poi eliminate attraverso le feci. In aggiunta l’assunzione quotidiana di verdura fresca, prima dei pasti principali, rappresenta una strategia semplice per prevenire e limitare gli effetti dannosi di vari cancerogeni difficili da eradicare dall’ambiente come le micotossine (es. aflotossine), grazie alla capacità di alcuni agenti chemiopreventivi naturali di indurre nelle cellule una serie di enzimi antiossidanti che attenuano lo stress ossidativi, riducendo l’insorgenza di una serie di processi infiammatori, patologie degenerative del sistema nervoso e tumori;
  7. Saltare i pasti o meglio digiunare quando non si ha fame o si sta male.
  8. Infine è assolutamente da bandire il fumo.
 
 


 
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26/03/2012
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