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Prevenzione oncologica
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Il fattore principale che contribuisce all'incremento dei casi di tumore nell'Unione Europa è l'invecchiamento della popolazione. Il rischio e l'incidenza di cancro aumentano con età. Infatti, c'è una differenza di almeno due ordini di grandezza tra il rischio di sviluppare un cancro nella quarta decade di vita ed il rischio di svilupparlo nel corso dell'ottava decade.

L'effetto dell'invecchiamento sul numero assoluto dei casi sarà drammatico, soprattutto per quelle sedi, come la prostata, in cui l'età media alla diagnosi nell'Unione Europea è di circa 75 anni.

L'invecchiamento, inoltre, ha grandi e gravi implicazioni anche sul piano sociale ed economico per l'Unione Europa. Per affrontare con efficacia il problema, la prevenzione del cancro diventa un elemento fondamentale

Le tre diverse fasi di prevenzione previste dal Codice Europeo sono:



Prevenzione Primaria
Prevenzione Secondaria
Prevenzione Terziaria


Prevenzione Primaria
Prevenire il cancro implica comprenderne le cause (fattori di rischio).
Evitando l'esposizione ai fattori di rischio si dovrebbe ottenere una riduzione del rischio oncologico.

Le prove che il cancro sia suscettibile di prevenzione sono convincenti.
I gruppi di emigranti modificano rapidamente le caratteristiche oncologiche proprie dei paesi di origine per acquisire quelle dei paesi in cui si sono trasferiti, e questo cambiamento avviene a volte nell'arco di una sola generazione. Ad esempio, i Giapponesi emigrati in California non sono più soggetti agli elevati livelli di carcinoma gastrico, tipici della loro terra natale, ma hanno acquisito gli elevati livelli di carcinoma mammario e colorettale tipici della popolazione californiana. Inoltre i gruppi che hanno abitudini di vita differenti dal resto della popolazione cui appartengono (ad es. Mormoni, Avventisti del Settimo Giorno), hanno anche differente rischio oncologico.

Per questi motivi si calcola che circa l'80% o addirittura il 90% delle neoplasie delle popolazioni occidentali siano riconducibili a cause ambientali nell'accezione più ampia del termine, includendo un'ampia gamma di comportamenti alimentari, sociali e culturali. Nonostante queste cause evitabili non siano state tutte ben identificate, si pensa che i determinanti di rischio esistano per almeno la metà delle neoplasie. Pertanto la prevenzione in campo oncologico è un impegno primario della Sanità Pubblica.

Prevenzione Secondaria (vedere "Diagnosi precoce" in questo sito)
Molto spesso le probabilità di successo di un trattamento oncologico aumentano, a volte sensibilmente, se la neoplasia viene diagnosticata precocemente. L'attenzione ai segni e sintomi è importante, ma troppo spesso le neoplasie diventano sintomatiche solo in stadio avanzato. Il termine screening indica comunemente l'utilizzo di test per valutare se un individuo (in genere asintomatico) ha una probabilità elevata o ridotta di sviluppare una neoplasia. Diagnosticare una neoplasia in stadio precoce, in un paziente asintomatico, può comportare una riduzione del tasso di mortalità per alcuni tipi di cancro.

Prevenzione Terziaria (vedere "Dal dottore..." in questo sito)
La strategia più ovvia per diminuire la mortalità per cancro consiste da un lato nel trovare la cura efficace per le diverse forme di neoplasia, dall'altro nel riuscire a bloccare lo sviluppo della malattia non appena se ne presentano i sintomi.
Alcune fondamentali scoperte nel trattamento delle neoplasie hanno reso curabili neoplasie altrimenti letali.

Grandi miglioramenti sono stati ottenuti con il teratoma del testicolo, la malattia di Hodgkin, la leucemia pediatrica, il tumore di Wilm e il coriocarcinoma. La chemioterapia adiuvante ed il tamoxifen hanno migliorato la sopravvivenza nel carcinoma della mammella, la chemioterapia adiuvante ha inoltre contribuito al miglioramento della prognosi del carcinoma ovarico e colorettale; questi sono alcuni esempi di miglioramenti tra i vari che sono riconducibili all'introduzione di specifici trattamenti. Tuttavia i progressi in termini di sopravvivenza per le neoplasie più diffuse sono stati inferiori alle attese.

I progressi della scienza medica in generale, grazie alle moderne tecniche di anestesia generale, hanno fatto si che un maggior numero di pazienti siano candidabili all'intervento chirurgico, hanno reso la chirurgia più sicura e hanno permesso un migliore controllo delle infezioni e delle patologie batteriche. Inoltre i progressi in campo di diagnostica per immagini hanno migliorato la capacità di localizzare e stadiare una neoplasia, mentre sono disponibili apparecchi migliori per la somministrazione delle dosi più appropriate di farmaci o radiazioni. Pertanto un numero maggiore di pazienti possono ricevere un trattamento migliore e più appropriato e, di conseguenza, avere una prognosi migliore.

Anche il tema della qualità della vita non è stato trascurato; lo dimostra, per esempio, il fatto che la terapia conservativa della mammella ha quasi completamente soppiantato la mastectomia radicale tradizionale, almeno nella maggior parte dei casi; è aumentato il numero delle ricostruzioni plastiche della mammella, il numero delle amputazioni degli arti per sarcomi dei tessuti duri o molli si è ridotto, le colostomie sono migliori.

 
 


 
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26/03/2012
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